La passione per la letteratura fantascientifica, come tante altre, spesso si associa al collezionismo che ne rappresenta una classica estremizzazione. Negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone gli appassionati di fantascienza sono sempre stati molto numerosi, in tali paesi l’ambiente del Fandom ha prodotto alcune delle personalità più importanti del mondo della Fantascienza.

Sam Moskowitz e Forrest J. Ackerman, due grandi esperti e collezionisti americani, in una foto degli anni '70
L’esempio più illustre è quello di Forrest J. Ackerman, mitica figura che rappresenta da sempre un riferimento assoluto per  tutti i collezionisti e scifi-fan del mondo intero. La sua incredibile collezione conta ormai circa 300.000 pezzi tra volumi vari, rare prime edizioni, riviste, foto, disegni, gadgets, reperti cinematografici e quant’altro abbia a che vedere con il mondo del fantastico. I suoi libri di SF sono più di 50.000. Forrest J. Ackerman ha dato inizio alla sua stupefacente attività nel Fandom americano alla fine degli anni '20 e oggi, a circa 85 anni di età, accoglie una volta alla settimana tutti i fan che si recano in pellegrinaggio a visitare la collezione ospitata nella sua casa-museo in California.

Storicamente l’Italia non è mai stata l’habitat ideale per il fan del genere fantascientifico, dunque in passato i cultori e collezionisti italiani, in genere visti da amici, parenti e vicini come individui probabilmente simpatici ma certamente non del tutto normali, hanno finito per considerarsi davvero tali rimanendo spesso isolati dai propri simili. Negli ultimi tempi però le cose sono cambiate e ovviamente Internet ha avuto in questo un ruolo fondamentale. Molti italiani con questo grande interesse in comune hanno finalmente avuto modo di conoscersi anche al di fuori dei canonici appuntamenti del Fandom scoprendo di essere tutt’altro che soli e spesso constatando con stupore che alcuni dei propri colleghi erano in effetti collezionisti ancora più accaniti.

Visto e considerato che l'unione fa la forza, si è deciso da più parti di tentare una sorta di censimento dei collezionisti italiani, stilandone poi degli elenchi online nella speranza di mettere così in contatto tra loro un numero ancora più grande di appassionati. La prima comunità di collezionisti SF internauti è stata quella piuttosto goliardica della Tana del Trifide
Successivamente un eccellente database online è stato realizzato da un collega collezionista di Firenze che oltre a presentare gli elenchi completi di moltissime collane di fantascienza ne segnala dettagliatamente la presenza nelle biblioteche dei collezionisti che si registrano e consente di seguire gli avanzamenti delle collezioni dei soci con tanto di classifica, tools per la generazione delle mancoliste, forum, chat e molti altri accesori. Molti dei principali collezionisti italiani possono essere contattati via mail o incontrati in chat sulle pagine di URANIAMANIA (UM).


A proposito di collezionismo, il collega Gianfranco Lucchi, meglio noto come Lucky tra i membri della comunità del collezionismo SF italiano, ha provato scherzosamente a sintetizzare gli aspetti che caratterizzano una delle principali molle che spingono i semplici appassionati a diventare vittime del collezionismo più sfrenato: la vanità.

 

 

Vanità: applicazione del termine al Collezionismo di Fantascienza.

di 

Gianfranco Lucchi

A me, che non ho fatto il Liceo Classico, spesso piace consultare il Devoto-Oli per essere sicuro del corretto significato delle parole; nel caso specifico, vanità, ho trovato:

1 - Frivolo compiacimento di sé

È forse serio compiacersi del possesso di migliaia di volumi, alcuni magari strapagati, forse al solo fine di potersi proclamare una specie di “numero uno” o quanto meno di concorrervi?

     Spesso, eccessivo interesse per cose futili

Quanto è veramente importante questo possesso? Per non parlare del possesso di ristampe, di riedizioni con minime varianti rispetto agli originali.

     Anche, innocente mania, debolezza

Questa è la scusa, la richiesta di comprensione (o di compassione?) da parte del partner, la giustificazione per i quattrini spillati allo stipendio, alla pensione o a “cose più utili ed importanti”.

2 - Inconsistenza, in senso strettamente materiale

I quattrini spesi non tornano certo indietro; la collezione potrebbe diventare un’eredità scomoda, un oggetto difficile da collocare e, quand’anche si riuscisse a farlo, di scarso livello economico.

     Spesso, con intonazione ascetica, di quanto è sentito come caduco, contingente

Questa interpretazione non è accettata da un Collezionista.

     Anche, a proposito di quanto non produce il risultato voluto

Cioè il fatto che diventare il “numero uno” è prerogativa di pochi, pochissimi, anzi di uno.


Da questo, il passo alla definizione di vanitoso è brevissimo:

Di chi fa di tutto per mettere in mostra le proprie qualità fisiche, morali o intellettuali, per lo più solo apparenti, per sentirsi apprezzare ed ammirare

Aggiungo invidiare. Come si fa? È semplicissimo: basta appartenere ad un gruppo, ad una associazione o che altro, in cui vengano stilate delle graduatorie, sulla base dei successi ottenuti nelle cacce alle più disparate pubblicazioni di fantascienza, meglio se diffuse con i moderni mezzi offerti dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Perchè, vedete, i successi, per essere vanitosamente tali, devono essere condivisi. Cercherò di esprimere questo concetto con una barzelletta, un po’ datata, ma che ... aiuta.

A seguito di un naufragio Claudia Schiffer ed un giovane si ritrovano su un’isola deserta. Si amano appassionatamente per giorni e giorni in una felicità estrema. Un mattino lui si presenta a lei scuro in volto. Lei si preoccupa e gliene chiede la ragione. Insiste e finalmente lui cede e le chiede il permesso di poterla chiamare Antonio per qualche ora. Lei accetta. Lui si allontana e poi di corsa la raggiunge gridando a squarciagola: “Antonio, Antonio lo sai che mi scopo la Schiffer?”

Gianfranco “Lucky” Lucchi


 

 



Alcune viste della collezione di Gort, il webmaster di SF quadrant