- Urania,
la Musa dell’Astronomia? Troppo poco, ci vuole qualcosa di più.
- A
conoscenza del mio interesse per gli Urania, qualche mese fa un
carissimo amico mi regalò una copia di un’opera
dell’astronomo francese Camille
Flammarion, dal
titolo Urania, in una edizione degli Stabilimenti Sonzogno di Milano datata
1890, dopo averla trovata
su una bancarella del Mercatone del Naviglio Grande a Milano e
restaurata con grande cura.
- Camille
Flammarion visse tra il 1842 ed il 1925 (era di circa vent’anni
più giovane di Verne) e, più che per le sue ricerche positive e
di sistematica osservazione (stelle doppie e multiple, topografia
e costituzione fisica di Marte e della Luna, origine degli
aeroliti, variazione dell’obliquità dell’eclittica), ebbe
larghissima rinomanza come geniale divulgatore. Infatti egli creò
un genere personale di letteratura a fondo scientifico.
- Un entusiasmo comunicativo per le indagini astronomiche nei loro nessi
con le scienze affini, un senso poetico e mistico dei problemi
dell’universo, uno stile caldo e fantasioso costituiscono i
caratteri salienti delle sue opere, anche se l’entusiasmo e la
fantasia lo portano talvolta a non tenere nel dovuto conto il
rigore scientifico ed a superare i limiti consentiti dalla
scienza.
- Tra le opere più diffuse: La pluralité des mondes habités, Les mondes
imaginaires et les mondes réels, Les étoils et les curiosités
du ciel, Les terres du ciel, La planète Mars et se conditions
d’abitabilité, Uranie.
- La prima parte di Urania
si intitola “La Musa del Cielo”: a diciassette anni Flammarion
si innamora perdutamente di una statuetta d’Urania, particolare
di un orologio a pendolo di bronzo dorato, opera della fine del
primo Impero, di proprietà del direttore dell’Osservatorio di
Parigi , allora suo capo.
- Una
notte, una Urania vivente gli appare in sogno e lo conduce in un
fantastico volo nello spazio, oltre il sistema solare, su pianeti
illuminati da soli multipli ed abitati da esseri con poteri
straordinari; egli visita altri mondi ed altri sistemi, giunge
fino ai sobborghi dell’Universo visibile dalla Terra, per
scoprire che al di là vi è una serie infinita di altri universi;
così da lontano, con una sovrumana potenza di percezione e
superando la barriera del tempo, ha una visione della Terra di 18
secoli prima (tanto la luce aveva impiegato a giungere fin là) e
della Gallia di Giulio Cesare e Vercingetorige. Svelati i misteri
dello spazio e del tempo, Urania scompare e il sogno finisce;
Flammarion rimane solo con la sua statuetta ed una missione
di vita di penetrazione nei segreti della scienza.
- Un’Avventura
nell’Universo e nel Tempo? L’origine di un Nome?