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- Bobby, il figlio di Herbert, si
stava specializzando nei poteri curativi delle erbe recandosi ogni
giorno a lezione dal maestro Albus, che abitava nella parte nord
dei Sassi.
- “Bene ragazzo,” disse il
vecchio maestro “oggi voglio parlarti delle proprietà
dell’Endymion.”
- Bobby prese posto sul suo
sgabello preferito e ascoltò le parole di Albus sugli
straordinari poteri di quella pianta, capace di guarire molte
delle malattie che affliggevano gli abitanti della Città e quelli
dei Sassi.
- “Il suo potere è così
grande da rendere quest’erba molto preziosa.” continuò il
maestro
- “Dove cresce?”
- “Sfortunatamente per noi, da
queste parti se ne trovano solo pochi cespugli e non in questo
periodo dell’anno. Nel Pozzo, invece, grazie alla sua posizione
assolata essa germoglia in abbondanza.”
- “Se quest’erba è così
preziosa ma allo stesso tempo così rara, perché nessuno tenta di
procurarsela?”
- “Perché nessuno va mai nel
Pozzo, figliolo.”
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-
- Alcuni mesi dopo la Morte
allungò la sua ombra sui pacifici abitanti dei Sassi. Scoppiò
infatti un’epidemia di febbre che colpì anche il padre di
Bobby. Sulle prime la popolazione pensò di riuscire a contenere
il morbo, ma alla fine la commissione medica, presieduta dal
maestro Albus dichiarò lo stato di emergenza. Venne convocato il
Consiglio cittadino e si discusse a lungo sul da farsi. Purtroppo
tutti sapevano che c’era un’unica medicina in grado di
debellare la malattia e che quella medicina poteva essere ricavata
dall’Endymion. Così tutti gli abitanti furono riuniti nella
piazza principale della Città ed il Sindaco parlò loro.
- “Miei cari concittadini, ci
troviamo a dover affrontare una terribile situazione. C’è un
morbo che ci sta decimando e l’unica erba in grado di curarla in
questo periodo non cresce dalle nostre parti.”“Nel Pozzo però
ce n’è in abbondanza!” urlò Bobby facendosi strada tra la
folla.
- Il Sindaco, che lo conosceva,
assunse un’espressione triste: “Figliolo, so che tuo padre è
tra quelli colpiti dalla malattia, ma tu conosci le nostre leggi:
nessuno può avventurarsi nel Pozzo e nessuno può uscirne.”
- “Ma così moriranno un sacco
di persone innocenti! Noi abbiamo il dovere di fare qualcosa!”
- Il Sindaco si limitò a
scuotere la testa e Albus venne avanti per prendere la parola:
“Se mi permetti Sindaco, il ragazzo ha ragione. L’Endymion che
cresce nel Pozzo potrebbe salvare la vita di quelle persone.”
- “Mio caro Albus, sai che
rispetto la tua opinione ma come Sindaco di questa città io
non…”
- “Mi offro come volontario per
andare a raccogliere quell’erba!” insistette Bobby con uno
sguardo negli occhi che non ammetteva obiezioni.
- “Non posso permetterlo.”
- “Io non me ne starò con le
mani in mano a guardare mio padre che muore.”
- Il Sindaco stava per ribattere
ma il vecchio Albus gli si avvicinò e lo tirò da parte:
“Ragiona Jonathan, è la più grande epidemia che si sia mai
vista. Nessuno ne è immune e a lungo andare il numero dei malati
aumenterà. Conosco quel ragazzo. È determinato. Tornerà con
l’Endymion. Non abbiamo altra scelta mi sembra.”
- Jonathan Russell sospirò e
tornò a parlare all’assemblea: “Molto bene Bobby, riponiamo
tutta la nostra fiducia nelle tue capacità. Ma sii cauto, laggiù
c’è gente pericolosa. Non fare nulla che possa sembrarti
avventato.”
- Un mormorio si levò dalla
folla.
- Gli occhi di Bobby si
riempirono di lacrime mentre abbracciava la madre: “Non temere,
tornerò con l’erba che potrà curare papà.”
- Andò quindi a procurarsi una
torcia e si diresse verso l’ingresso del Pozzo, situato poco più
in là della sua casa. Ormai cominciava a fare buio e scendere i
gradini di pietra liscia anche con l’aiuto della torcia non era
una cosa semplice. Doveva stare molto attento a non perdere
l’equilibrio. Mano a mano che procedeva i rumori della Città
sopra di lui si facevano sempre più lontani e alla fine
scomparvero del tutto. A quel punto si ritrovò solo con una
torcia la cui luce era appena sufficiente ad illuminare
l’interminabile serie di gradini che continuava a scendere. Si
chiese chi li avesse costruiti e perché. Guardò su e vide la
Città come dovevano vederla gli abitanti del Pozzo, un insieme di
luci poste così in alto da sembrare tanto irraggiungibili quanto
le stelle. Si rese conto di non sapere poi molto su di loro. Chi
erano e perché erano costretti a vivere lontani dagli altri. Se
quei gradini potevano essere scesi allora potevano essere anche
saliti. Cosa impediva loro di farlo?
- Lasciò da parte le meditazioni
e proseguì nella discesa. Dopo un po’ cominciò a scorgere
delle luci dabbasso. Si fermò e si sporse oltre un insieme di
rocce. C’erano delle abitazioni lì in fondo e dell’acqua.
Doveva cercare l’Endymion e tornare nel minor tempo possibile.
Scese ancora qualche gradino fino a che arrivò in vista
dell’erba miracolosa che cresceva in abbondanza in un anfratto.
Vi entrò, ma qualcuno lo colpì nel buio e lui perse conoscenza.
- Quando si risvegliò si ritrovò
nei pressi di un fuoco in quella che aveva tutta l’aria di
essere una piazza. C’erano tante persone intorno a lui che lo
guardavano incuriosite. Cercò di alzarsi ma la testa gli girava,
così riuscì solo a mettersi in ginocchio.
- “Dove mi trovo?” chiese.
- Per tutta risposta due uomini
lo afferrarono per le braccia e lo trascinarono dentro una delle
abitazioni, dove lo lasciarono in compagnia di una ragazza.
- “Come ti chiami?” le chiese
questa.
- “Bobby. Tu chi sei?”
- “Sono io che faccio le
domande qui. Tu limitati a rispondere.”
- Il ragazzo la fissò. Non
poteva essere molto più grande di lui; pelle leggermente ambrata
e sudata; occhi verdi e duri; capelli ricci e castani. Nel
complesso era una bella ragazza, ma qualcosa in lei metteva in
guardia Bobby e lo spingeva a stare sulla difensiva.
- “Bene, vedo che hai capito.
Devi essere intelligente dopotutto. Come mai sei qui?”
- “C’è un’epidemia di
febbre in Città e abbiamo bisogno dell’Endymion per curare i
malati.”
- “E ti hanno mandato tutto
solo a cercare l’erba?”
- “Non volevano che venissi
perché le nostre leggi ci impediscono di spingerci nel
Pozzo…”
- “Il Pozzo?”
- “Si, questo posto….lo
chiamiamo il Pozzo ed è pericolo venirci.”
- “Davvero? Però tu ci sei
venuto nonostante sia…pericoloso. Perché?”
- “Mio padre è ammalato e
senza quell’erba morirà. Io non posso permetterlo.
- ”La ragazza lo fissò con
espressione dura: “Non ti aspetterai che creda a questa storia,
vero?”
- “Io non sto mentendo!”
- La ragazza balzò in avanti e
lo afferrò per la gola sollevandolo da terra. Bobby le strinse i
polsi nel tentativo di liberarsi, ma la sua stretta era
d’acciaio.
- “Adesso dimmi il vero motivo
per cui sei venuto quaggiù e bada di dire la verità...”
- Bobby cercò di parlare ma gli
uscì solamente un rantolo.
- “Te lo dico io perché sei
qui. Perché di sopra credono ancora di poterci sterminare con una
banale epidemia di febbre. Ti hanno mandato qui con l’intenzione
di infettarci, non è così? E magari tu non lo sai nemmeno!”
- La ragazza lo lasciò andare e
Bobby cadde a terra. Tossì e si tastò la gola cercando di
respirare: “Che…Che cosa sei?”
- “Davvero ti hanno mandato qui
senza spiegarti che cosa avresti trovato? Lassù devono essere
davvero disperati se il loro unico asso nella manica è un
ragazzetto. Ci hanno chiamati in tanti modi bello: abomini,
esperimenti andati a male, rifiuti genetici, ma la verità è che
siamo di gran lunga superiori a tutti voi. È per questo che ci
hanno relegati a vivere qui, come dei reietti.”
- “Io non so di che cosa stai
parlando.”
- “Tu sei troppo giovane per
ricordare…quando i grandi scienziati della Città giocavano a
fare Dio. Ma qualcosa è andato male ed eccoci qui. Un’epidemia
di febbre infuria? È l’occasione che aspettavo. Adesso siete
deboli e vulnerabili…sarà un giochetto da ragazzi
sterminarvi.”
- “No…ti prego…”“In
quanto a te inutile pezzetto di carne, credo davvero che non ti
ucciderò. Mi sarai invece molto utile. Così la tua razza morirà
per mano di uno di loro.”
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-
- L’epidemia di febbre fu
debellata con l’impiego di tutte le medicine a disposizione. Di
vittime ce ne furono tante e sopravvissero solo i più forti. Tra
questi il padre di Bobby. Lui non fece mai ritorno dal Pozzo e
dopo un anno di inutile attesa, si persero le speranze che
potessero tornare vivo da quel posto. Il Sindaco fece ergere una
statua in sua memoria anche se questo non bastò a consolare i
suoi genitori, privati del loro unico figlio.
- Un giorno l’allarme risuonò
per tutta la Città giungendo fino ai Sassi. Era stato installato
tempo prima, ma nessuno lo aveva mai utilizzato sino ad allora. Il
Sindaco si precipitò in piazza dove la folla si stava già
riunendo e lì interrogò l’uomo che aveva dato l’allarme.
- “Che sta succedendo?”
- L’uomo era in preda al panico
e parlò a fatica: “Il Pozzo…”
- “Che succede al Pozzo?”
- “Stanno arrivando…i suoi
abitanti stanno arrivando…”
- Il Sindaco impallidì mentre
cercava di decidere se l’uomo avesse preso troppo sole, ma
quando la folla in piazza cominciò ad urlare capì che non stava
mentendo. Gli abitanti del Pozzo circondarono l’assemblea
chiudendo ogni possibile via di fuga e crearono varco per far
passare una donna ed un uomo che si diressero verso il Sindaco.
- Quando la ragazza gli fu
abbastanza vicina il Sindaco la guardò con attenzione quindi
sgranò gli occhi: “Shella?”
- “Mi fa piacere vedere che ti
ricordi di me…papà!”
- “Credevo…credevo che…”
- “Che cosa? Che fossi morta in
seguito all’iniezione di quel virus? Avrei dovuto, ma a quanto
pare il mio fisico era molto più forte di quello che pensavi. Il
virus è mutato ed è un vero peccato che tu non abbia avuto la
pazienza di aspettare la fine della mutazione prima di buttarmi
via.”
- “Io non…”
- “Cosa? Cosa?! Neghi forse di
avermi abbandonata quando ero solo una bambina? Dopo che avevi
condotto su di me tutti i tuoi luridi esperimenti?”
- La piazza era immersa in un
raggelante silenzio.
- “Si gente, è così!”
riprese Shella “Il vostro Sindaco insieme ai suoi stimati amici
erbologi hanno condotto indicibili esperimenti su un gruppo di
bambini. Volevano potenziare l’organismo umano iniettando dentro
di esso un virus tecnologico. Siamo stati usati e poi scacciati
come mostri. Dovete ringraziare lui se passerete il resto della
vostra vita a rimpiangere di essere nati!”
- “Shella! Tu non puoi…”
- “Ne ho tutto il diritto
invece. Un anno fa hai mandato questo ignaro ragazzo in mezzo a
noi con la speranza che potesse infettarci e sterminarci tutti una
volta per tutte. È la cosa più stupida che potessi fare. Mentre
voi vivevate quassù beati e tranquilli, noi ci siamo riprodotti
ed il nostro organismo si è fortificato diventando immune alla
maggior parte delle vostre malattie, dato che la nostra dieta è
basata per buona parte sull’Endymion. L’arrivo di Bobby è
stato provvidenziale. Con il suo contributo abbiamo creato una
nuova generazione…più forte e più umana!”
- Il Sindaco guardò Bobby: “E
tu hai lasciato che ti usassero per i loro scopi?”
- “Non ha avuto molta scelta
papà, non prendertele con lui. Hai sbagliato tu a mandare un
maschio. In ogni caso, credimi, non gli è dispiaciuto affatto. È
il mio compagno adesso e da lui attendo colei che guiderà la
nostra nuova progenie.”
- “E di noi che ne sarà?”
- “Gli adulti verranno
impiegati nei lavori pesanti per procurare il cibo. I bambini
invece verranno allevati da noi fino a che non avranno raggiunto
l’età matura per l’accoppiamento. Quindi passeremo alla
creazione della terza generazione e così via fino a che non
avremo una razza perfetta, che probabilmente nemmeno io riuscirò
a vedere. Ma almeno morirò sapendo di aver dato alla mia gente la
libertà e la possibilità di vivere un futuro migliore. Ah!
Dimenticavo.” Shella tirò fuori una pistola e la scaricò sul
Sindaco.