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MAI NATI |
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di Paolo Piana
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“Il
genocidio, In
qualunque modo sia perpetrato, è pura follia” |
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“
l’uomo correva…correva a più non posso, ansimante zigzagava tra le
auto in sosta e…correva…”
Debbie
non riusciva a programmare i fornelli a fuoco statico, ultimo acquisto
del marito, appassionato d’ogni novità nel campo
dell’ambientronica. - È vero - pensava la donna - Questa cucina
è ben più moderna e sicura di quella nucleare che avevo prima, ma…io
sono un tipo all’antica! Debbie
avverti il segnale del vibromind e si collegò cerebralmente con il
consorte lungo le invisibili reti magnetomnemoniche che permeavano
l’etere. -
Greg, dove sei? - Chiese col pensiero. -
…Cara, sono ancora in laboratorio, volevo avvertirti che tarderò.
Aspetto qualcuno e…a proposito: i genealogisti di Denver hanno
terminato le ricerche. La nostra curiosità sarà presto soddisfatta.
Chiama anche Sam e Carol, stasera ci divertiremo. - Concluse Greg. -
Fantastico!…a più tardi - Rispose Debbie chiudendo il contatto. Poi
la donna si recò in salasonno e osservò con amore i suoi due gemelli,
avevano quasi sei anni. Che fortuna, due in un colpo solo! -
pensò la donna, alzando gli occhi al cielo.
“L’uomo
guardò disperato l’orologio, era tardi…ma lui, imperterrito
continuava a correre. Pieno di speranza e d’amore” Sam
e Carol arrivarono prima di Greg, portando i loro figli: Elise, Orson e
Tobia. Sam era il fratello minore di Greg, ma si era sposato nel 2176,
quattro anni prima di lui. Nella
salagioco regnava il caos: Elise si era autoeletta “Regina
dell’Astro Nascente” e, sulle ali del potere conferitole da così
alta carica, comandava a bacchetta i fratelli ed i cugini costringendoli
ad assumere le pose più strane. -
…Adesso tutti ritti su un piede e, tenendo la mano destra sulla spalla
sinistra, …si …così!…Bravi miei fedeli sudditi, adesso intoniamo
il canto di… Il
segnale del campo magnetico di Greg attivò il risonatore
d’avvertimento ed Elise, che adorava lo zio, si interruppe per andarlo
ad abbracciare, lasciando i suoi “sudditi” in quell’assurda
posizione.
“L’uomo
non riusciva quasi a respirare, l’aria di quell’anno di fine
millennio era satura d’ossidi, ma lui, incurante della sofferenza
correva…correva, animato da un sacro furore.” Le
due famiglie si ritrovarono sedute attorno al tabletronic. Sam esordì
dicendo: -
Allora fratellone…a quanto pare sei riuscito a sapere qualcosa -
Debbie, anticipando il marito, rispose: -
Cosa pensavi? Caro Sam, quando Greg si mette in testa qualcosa riesce
sempre…o quasi! -
Basta così! - Interloquì Greg. - Bando alle ciance. Il professor
Atavic è riuscito a “scendere” nel passato fino alla sesta
generazione. Per capirci…è arrivato fino al nonno del nonno del…
nonno. Inspirò
profondamente e poi continuò: -Si parla della fine del secondo
millennio! - Greg fece un’altra pausa, poi riprese. -
Noi sappiamo già che il padre di Nonno Kevin era Italiano, si chiamava
Gianni. Si trasferì qui a Seattle per sposare un’americana, intorno
al 2090. Ebbero un solo figlio, nonno Kevin, appunto. Il
nonno ebbe tre figli maschi, ma uno morì da piccolo e altro non si sposò
mai. Il terzo è, come sappiamo, nostro padre…- e guardando i bambini
specificò -…nonno James. -
Zio…- chiese, curiosa, Elise – ma il mio bisnonno l’ho conosciuto? -
No gioia, anch’io lo ricordo appena, morì quando avevo solo sei anni. Sam,
supplichevole, rilanciò: - Greg, vai avanti, anzi…indietro! -
No Sam, non sarò io a continuare: ho convinto il Professor Atavic a
venirci a trovare, dovrebbe arrivare da un momento all…- Il risonatore
trillò deciso avvertendo della presenza di un C.M.S. (Campo magnetico
sconosciuto). -
È Atavic, annunciò Greg
andando ad aprire.
“…Ma
dovette fermarsi un attimo. Il cuore sembrava scoppiargli in petto.
Guardò la lettera spiegazzata che teneva stretta nella mano sinistra
e…riprese a correre. Più veloce di prima.” Atavic
non perse tempo, dopo le presentazioni di rito entrò subito in
argomento. -
Signori, sono venuto di persona, dietro le simpatiche insistenze di
Greg, per mostrarvi alcune temporiprese girate nell’ultimo decennio
del secondo millennio. Come
sappiamo siamo solo all’inizio di quest’era di videoviaggi
temporali, così non possiamo essere molto precisi, ci miglioreremo in
futuro. -
Professore, mi perdoni, noi siamo andati a ritroso fino a Gianni, il mio
bisnonno, se lei volesse continuare... Chiese,
gentilmente, Greg. -
Si d’accordo- Rispose Atavic prelevando da una valigetta alcuni fogli
di appunti. -
Gianni era nato, unico maschio, dal matrimonio di Andrea e Teresa.
Andrea, a sua volta, era nato nel 2025 circa, dall’unione di Gregorio
e Serena - Il Professore s’interruppe ed Elise, puntigliosa, interagì
da adulta chiedendo: -
D’accordo Professore…ma lei ha detto che è riuscito a sondare la
fine del secondo millennio, chi erano i genitori di Gregorio? -
Certo cara!…ora ci arrivo. È proprio nella loro epoca che la
tempocamera si è fermata.
“Finalmente
vedeva la stazione! Aveva le gambe a pezzi e per un pelo non era finito
sotto un autobus, ma non poteva cedere…non voleva!” -
Vi mostrerò alcune immagini dei, per così dire, futuri
padre e madre di
Gregorio. Il
Professor Atavic estrasse da una grossa valigia un complicato
apparecchio e proiettò un ologramma sopra il tabletronic. Greg,
Sam, mogli e figli, erano emozionantissimi sapendo che avrebbero visto
coloro che, quasi 200 anni prima, avevano dato vita a tale numerosa
genia che si protendeva nel cuore del terzo millennio. L’ologramma,
dapprima nebuloso, acquistò nitore. Apparvero due figure sedute su una
scalinata di pietra scura, tenevano in mano delle bottiglie semivuote.
Si guardavano intensamente e parlavano, gesticolando. L’uomo era
eccitato, allegro, la donna era quieta e sembrava ascoltare con
attenzione. Atavic
bloccò l’immagine. -
Come vi ho già accennato, questo sarà il padre di Gregorio, Paolo, e
questa è la donna che lo partorirà: Elisa. Ci troviamo nei primissimi
anni del 1990. Il luogo è un piccolo paesino marittimo della Sicilia,
deve essere stato il loro primo o secondo incontro. -
Elise, guarda! - Esclamò Sam sgranando gli occhi. -
“Nonna” Elisa ti somiglia moltissimo: stesso naso, stessi occhi.
Pure la figura…così sottile. E come se non bastasse anche lo stesso
nome!.. -
Vero!- Concordò Greg. – Invece Paolo somiglia a nostro padre quando
era giovane, non trovate? Avranno una trentina d’anni, vero
Professore? -
Si, forse qualcosina in più, ma rimettiamo in moto l’ologramma. - Le
immagini ripresero a scorrere mostrando l’immagine di un interno,
Atavic spiegò: -Qui potete vedere la coppia, seduta per il pranzo.
Probabilmente i due vivevano insieme. Le
immagini scorrevano mostrando l’interno della casa e il Professore
continuò: -…Infatti potete notare svariati capi di abbigliamento
femminile e un paio di foto della donna alle pareti. Adesso fate
attenzione, queste immagini sono dell’anno seguente - L’ologramma
era mutato, vi si vedeva sempre lo stesso ambiente, ma la casa era più
vuota. -
Osservate come manchino le foto alle pareti e non si apprezzino più i
segni di una presenza femminile. Noterete anche, lì in basso, un bel
cagnolino. -
Guarda papà - proruppe Elise – sembra Pepperon, è bianco e
pelosissimo come lui! - Sam era troppo preso dal racconto di Atavic e
non le rispose, disse invece: -
Professore, cosa pensa sia successo? -
Credo che i due si lasciarono, di più non posso dire. Carol
considerò: - Come… si lasciarono?…ma allora… Adesso
l’uomo sentiva il rumore dei treni, s’infilò agilmente tra la folla
e corse, volando giù dalle scale del sottopassaggio…voleva, doveva
farcela! Sam,
curioso, voleva saperne di più e chiese: -
Professore, chi erano, Paolo ed Elisa, cosa facevano? –
Non so Sam, ad ogni modo la società di 200 anni fa era molto diversa
dalla nostra, pensate: esisteva ancora il denaro! Jenny
e Joe urlacchiarono all’unisono: -Papa…cos’è il denaro?-
-…Niente piccoli, sarebbe troppo difficile da spiegare.
Oltretutto non l’ho capito bene nemmeno io!- Finì Greg ridacchiando. Carol
non mollava..e ribatté –Ma Professore, mi spieghi, prima lei ha detto
che si lasciarono.. Atavic
la interrupe rispondendo: -Aspetti,
signora, ho da mostrarvi le immagini finali, probabilmente si tratta di
un punto davvero cruciale. E
mentre spiegava Atavic mise di nuovo in funzione l’apparecchio. L’oloproiettore
ripartì, s’intravedeva il loro avo correre in un luogo affollato,
c’erano anche degli arcaici mezzi di trasporto su rotaie. La scena
mostrava Paolo che, arrivato davanti ad uno di quei vagoni già in
movimento, ne tirava giù con dolce fermezza Elisa. Poi le porgeva un
malconcio foglio di carta che teneva stretto in mano. La
donna lo leggeva e, dopo qualche istante, i due si baciavano
appassionatamente, incuranti della folla. Sembrava proprio una
riconciliazione.
L’uomo,
a folle velocità, si fece largo tra la folla e salì gli ultimi gradini
che lo separavano dal terzo binario. Uscì all’aria aperta e vide il
treno che, spietato, si allontanava. Paolo guardò la sgualcita e
inutile lettera d’amore che stringeva in mano e subito pensò al
futuro. Al
futuro e alla loro progenie morta ancor prima di nascere e…immaginò… -
Professor Atavic, grazie per averci fatto vivere questa
bellissima storia! Peccato non averne potuto sapere di più. Certo la
loro epoca era travagliata, così come il loro amore..!- Esclamò Sam,
sospirando. -
Ma zio…- domandò Elise, con uno strano sguardo negli occhi -se il
“nonno” non avesse fatto pace con la “nonna”...forse noi… -
Si amore, hai proprio ragione…- rispose Sam guardando sgomento i
parenti tutti. - Noi non saremmo… mai
nati! |
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Paolo Piana © 2005 |
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