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Le
difficoltà che si incontrano nel tentativo di produrre una rigorosa
definizione della fantascienza o dei confini di ciò che intendiamo come
letteratura fantascientifica, sono le stesse che dobbiamo affrontare
quando cerchiamo di individuarne un vero e proprio punto di inizio, un'origine certa.
Le radici della fantascienza intesa come narrativa di anticipazione e
speculazione affondano in un passato assai remoto, ricco di illustri
progenitori e audaci precursori. Si pensi all'antichissima epopea di Gilgamesh, alle visioni utopistiche di
Platone o al precursore forse più
spesso citato, quel Luciano di Samosata che nel II° secolo d. C.
con la sua Storia vera narra di viaggi verso la Luna e
battaglie tra esseri extraterrestri prima ancora che nel mondo reale
tramontasse l'impero
romano.
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In
effetti il romanzo scientifico nasce certamente nell'ottocento per poi diventare
fantascienza moderna nel XX° secolo ma è pur vero che le sue radici sono
assai profonde e gli stessi concetti, le astrazioni e le immaginose
speculazioni che vi si incontrano, se privati delle tipiche implicazioni
legate agli sviluppi della scienza e della tecnologia moderna, sono fatti
della stessa materia dei sogni che da sempre l'uomo porta dentro di sé.
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Nell'introduzione
alla sua Storia della Fantascienza (1976), David Kyle si riferisce al
"viaggio" come ad uno dei temi più classici della fantascienza
e porta ad esempio l'Odissea di Omero come il più famoso tra gli
innumerevoli viaggi narrati dalla letteratura di ogni tempo. Ebbene, si
domanda Kyle, se provassimo a cambiare la durata del viaggio da dieci a
cinque anni, a spostare l'azione dal mare agli spazi interstellari, a
trasformare i mostri mitologici in creature aliene e a cambiare il nome
della nave in USS Enterprise, non si potrebbe azzardare che ciò che
otteniamo è fantascienza contemporanea?
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Nulla
di nuovo dunque? No, di nuovo c'è sempre qualcosa e la fantascienza è
sempre in prima linea nel portare quel qualcosa alla nostra attenzione.
Qualcosa di nuovo, spesso straordinario, fantastico o ai limiti del
credibile ma pur sempre qualcosa che nasce dai sogni e dalle aspettative
dell'uomo e i cui limiti vengono via via fissati unicamente da ciò che
travalica le capacità di astrazione e immaginazione della mente umana. A
tale riguardo si può pensare a quanto scritto da Fredric Brown nel suo
splendido Imagine (1955),
decisamente quanto di più vicino ad un vero e proprio manifesto sull'essenza della SF.
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Urania,
la più conosciuta e amata tra le pubblicazioni italiane dedicate alla
fantascienza, nel suo antico logo riportava la famosa dicitura:
"avventure nell'universo e nel tempo", ma dopo tutto, cos'è la
storia dell'uomo se non una grande avventura nell'universo e nel tempo? Si
potrebbe dunque concludere che la fantascienza è da sempre parte
dell'immaginario umano solo che in passato non ci si riferiva ad essa
usando questo temine.
- Tornando
alle opere che hanno segnato le tappe verso la nascita della
fantascienza moderna, si può citare nel XVII° secolo le Fantasie
lunari di Keplero o le opere di Cyrano de Bergerac, mentre nel
secolo successivo vanno ricordati I Viaggi di Gulliver
(1726) di Jonathan Swift, in cui troviamo anche una
singolare anticipazione sull'esistenza dei due satelliti di Marte, e
Micromégas (1752), romanzo filosofico-avveniristico di
Voltaire. Con l'avvento dell'800 e dell'era industriale, finalmente
arriverà il romanzo che
molti considerano il primo vero esempio di narrativa moderna di
anticipazione: Frankenstein, ideato da Mary
Wollstonecraft Shelley durante l'estate del 1816 e pubblicato
nel 1818. Nella prima metà
dell'ottocento però, la figura che si impone è un'altra, forse quella che
più di tutte le altre ha influenzato l'immaginazione delle prime
generazioni di scrittori di fantascienza, si tratta di Edgar Allan
Poe uno straordinario scrittore che ci ha lasciato immortali esempi
di letteratura fantastica. Alla fine del secolo il panorama sarà
infine dominato dai due padri della fantascienza moderna: Jules
Verne e Herbert George Wells. Questi due grandi autori europei hanno
traghettato la protofantascienza nel XX° secolo e verso la data ufficiale di
nascita della fantascienza moderna che convenzionalmente fissiamo
nel 1926, l'anno in cui l'ingegnere elettrotecnico lussemburghese
Hugo Gernsback fonda negli Stati Uniti la rivista specializzata
Amazing Stories e ne descrive il contenuto con il neologismo Scientifiction, che si
trasformerà ben presto in Science Fiction.